Quale libro per quale età: leggere per crescere, insieme.

Giugno 2025

C

on la fine della scuola e l’arrivo dell’estate, le giornate si allungano, i ritmi rallentano, le occasioni per stare insieme si moltiplicano. È il momento perfetto per riscoprire il piacere della lettura. Non quella legata ai compiti, alle schede da compilare o alle verifiche di comprensione. Ma quella che profuma di libertà: leggere per immaginare, per ridere, per condividere un momento, per addormentarsi con una storia, per viaggiare stando fermi.

Insomma, una lettura vera, fatta per il gusto di farla e – perché no? – saltando da una pagina all’altra, lasciandosi affascinare dalle immagini e dai disegni. Per piacere, per scoperta e per gioco.

Moltissime ricerche evidenziano come la lettura sia una pratica che nutre la mente, sviluppa la capacità di concentrazione nei più piccoli e un’immaginazione più vivace. Ma soprattutto, aiuta bambini e bambine ad avere un ruolo attivo nel racconto, a immedesimarsi, a esplorare punti di vista diversi e a tollerare l’incertezza.

Diversamente da un videogioco, nel quale si è chiamati a compiere velocemente azioni predeterminate e a seguire un filo narrativo predefinito, un libro stimola l’interpretazione, lascia il tempo di comprendere, di ripassare più volte con la mente o le dita su un dettaglio, una cosa che non si è capita o che si è apprezzata così tanto da volerla rileggere. In questo modo la lettura stimola l’empatia e lo sviluppo emotivo nei bambini. Leggere storie con personaggi complessi, che affrontano sfide e fanno scelte difficili, aiuta i più piccoli a comprendere meglio le emozioni proprie e altrui.

Ma come tanti altri oggetti, anche i libri sono strumenti che devono essere adeguati a chi li utilizza, e per ogni tappa della crescita c’è un libro adatto, da scoprire al di là delle copertine sfavillanti con le quali tante case editrici attirano genitori e bambini.

Ecco quindi la nostra personalissima guida per scegliere il libro giusto ad ogni età, pensando ai bisogni, ai desideri e alle caratteristiche dei piccoli lettori.

Partiamo dalle più piccole e dai più piccoli.

Dagli 0 ai 3 anni il libro è un oggetto sensoriale e tattile. I bambini lo esplorano con tutti i sensi: lo toccano, lo girano, lo portano alla bocca. I libri ideali sono quelli che permettono non solo la manipolazione da parte dei piccoli, ma anche di sviluppare il contesto “relazionale” del libro: la voce dell’adulto, il tempo condiviso, il rituale. La lettura è coccolare, è dare nomi alle cose del mondo e costruire un primo lessico, anche affettivo. Quali libri scegliere? Quelli cartonati, resistenti, con immagini grandi e nitide, con pochissimo testo. Quelli che privilegiano le storie con ripetizioni o scoperte (es. finestrelle, suoni, texture) per stimolare la curiosità e sostenere lo sviluppo del linguaggio.

Dai 3 ai 5 anni bambine e bambini cominciano a seguire piccole storie, riconoscere sequenze, identificarsi nei personaggi. I testi in rima, i racconti con strutture ripetitive, le storie di personaggi reali, vicini al loro vissuto e alla loro esperienza diretta aiutano la scoperta e la comprensione concreta del mondo che li circonda. Anche libri fatti solo di immagini, curate, con parecchi dettagli, aiutano i piccoli a interpretare quello che vedono al di là della storia che viene loro raccontata. Infatti, leggere ad alta voce rimane un elemento essenziale, ma il bambino può anche iniziare a “leggere da solo” ricordando le sequenze del racconto e osservando le illustrazioni. I libri migliori saranno quelli con trame semplici, che affrontano le prime emozioni del bambino e con testi e illustrazioni che aiutano la memorizzazione e la partecipazione attiva.

Attorno ai 6-7 anni, con l’ingresso nella scuola primaria arriva la grande transizione verso la lettura autonoma. Ma attenzione: non tutti i bambini sono pronti allo stesso tempo. Forzare questo passaggio può compromettere il piacere della lettura. I piccoli hanno sviluppato gusti personali e l’idea di un libro – che questa volta loro potrebbero “leggere” ai genitori – potrebbe rappresentare un primo passo per affezionarli alla lettura. A questa età è importante puntare su libri per “primi lettori”, con frasi brevi, caratteri grandi e storie coinvolgenti. Con racconti che invitino a leggere a turno, a fare domande, ad ascoltare i commenti dei bambini, per mantenerne vivo l’interesse.

Tra gli 8 e i 10 anni bambini e bambine si trovano in una fase di passaggio molto interessante: sono ormai lettori autonomi, ma ancora molto legati alla dimensione dell’immaginazione, del gioco e dell’identificazione. È in questo periodo che molti iniziano a sviluppare gusti personali e a cercare “i propri libri”, cioè quelli che sentono davvero vicini. I personaggi, anche quelli meno reali, li aiutano a immaginare chi vorrebbero o non vorrebbero essere. A questa età è importante che i libri siano scelti lasciando la libertà di esplorare generi diversi e che le storie si sviluppino con una certa profondità, offrendo avventura, emozioni, ma anche umorismo o la capacità di interrogarsi – in maniera sicura – su temi profondi come affrontare una perdita o il senso dell’amicizia.

Finiamo la nostra lista con la pre-adolescenza,  fra gli 11 e i 13 anni, una fase delicata in cui ragazze e ragazzi sono in piena trasformazione e – spesso – esposti all’onnipresenza degli smartphone, che offrono loro non solo un mezzo di comunicazione e espressione molto potente, ma contenuti infiniti e facilmente fruibili. Qui la sfida maggiore è quella di rendere la lettura una cosa desiderabile, offrendo libri che parlino il loro linguaggio, che non li trattino come bambini, che affrontino temi complessi senza moralismi. Più del genere può contare il tono: serve autenticità, rispetto, spazio per l’identificazione.

E se è normale che in questa fase alcuni smettano di leggere, è altrettanto importante che i libri continuino a far parte dell’ambiente familiare, restino accessibili, e disponibili al momento giusto. Come sempre, più delle mille parole, conta l’esempio: riempire la casa di libri, cambiarli ogni tanto, lasciarli “in giro” è un modo per invitarli a essere parte della vita quotidiana e magari creare l’occasione di commentarli insieme.

Da piccoli non servono grandi gesti: bastano dieci minuti prima di dormire, un libro nello zaino delle vacanze, una storia letta sotto l’ombrellone in attesa di fare il bagno. Da più grandi invece, parlare di una lettura fatta diventa un modo di dialogare con i nostri figli. Con lentezza, con ascolto, con cura.

By | 2025-06-24T10:38:01+00:00 June 24th, 2025|Latest Articles|