Ripartire bene: il design delle routine che aiutano i bambini a tornare a scuola

Settembre 2025

S

ettembre è un mese di passaggi. L’estate, con i suoi ritmi lenti, le lunghe giornate al mare e le serate senza orari, lascia il posto al ritorno alle abitudini quotidiane. Per i bambini (e per i genitori) il rientro dalle vacanze è un momento delicato, che può generare entusiasmo ma anche fatica. Tornano le sveglie presto, i compiti, gli zaini pesanti, gli impegni da incastrare.

Eppure, proprio in questa fase di transizione, si nasconde un’opportunità: quella di progettare insieme una nuova routine che renda il ritorno più sereno e motivante.

In psicologia comportamentale si parla spesso di “ritualizzazione” come strumento per ridurre l’ansia nei bambini. I rituali — anche quelli semplici come preparare lo zaino la sera o fare colazione sempre allo stesso orario — creano sicurezza, perché rendono prevedibile ciò che sta per accadere. Secondo diversi studi, quando i bambini sanno cosa aspettarsi, si sentono più stabili e pronti a concentrarsi su ciò che davvero conta: imparare, crescere, relazionarsi.

Ma cosa vuol dire creare una routine? Anche il questo caso il Design – inteso come modo di pensare e organizzare la realtà – può venirci in aiuto, fornendoci quegli strumenti e quelle modalità per progettare insieme, in modo creativo, tempi e spazi che aiutino i bambini a sentirsi protagonisti della propria giornata. Proviamo a vedere come.

Lo spazio: il “dove” conta (più di quanto pensiamo)

Cominciamo dal fatto che ogni routine succede “in un luogo”, ovvero in uno spazio fisico, specifico, riconoscibile e riconosciuto per quella determinata attività.

Trovare o riscoprire uno spazio dedicato a una attività contribuisce a creare una aspettativa. Non serve una stanza a parte: basta un angolo caratterizzato da qualche oggetto, da una particolare luce, definito con chiarezza e pensato con il bambino. Bastano piccoli elementi che comunichino: “questo è il mio posto per pensare, per creare, per imparare”.

Lo spazio deve essere coerente con l’età: per i più piccoli può bastare un tappeto o una poltroncina comoda vicino al punto in cui giocano, per suggerire un momento di concentrazione o di lettura. Per i più grandi invece può essere utile un oggetto più strutturato, come una scrivania, con divisori o cassetti. Anche la luce gioca un ruolo importante: una illuminazione calda o la presenza di una finestra può aiutare a definire meglio lo spazio.

Coinvolgere i bambini nella sistemazione è fondamentale. Progettare insieme a loro questo spazio — scegliere i colori, gli oggetti e come disporli — li rende partecipi, li responsabilizza e li motiva. È un angolo di studio che dice “questo posto è per te”.

Tempo: quando tutto ha il suo momento

Altrettanto importante dello spazio è il tempo, che in estate perde i suoi contorni: si va a letto tardi, si pranza fuori orario, si vive “a flusso libero”. Si vive un senso di libertà che tornando alle normali abitudine sembra sparire. Ma la pediatria da sempre ci dice che il fisico dei bambini (e non solo loro) ha bisogno di ritmi regolari per sentirsi bene: un sonno regolare, pasti bilanciati e momenti di pausa ben distribuiti durante la giornata aiutano la concentrazione, l’umore e persino la memoria.

Reintrodurre alcune abitudini legate al tempo vuol dire avvicinarsi piano-piano agli orari invernali, rendendo il tempo visibile e comprensibile ai bambini. Può bastare iniziare dalla sveglia, anticipandola progressivamente di 15 minuti. O stabilire insieme un “tempo dello studio” e un “tempo del gioco”, con l’aiuto di una clessidra o di un grosso orologio.

Non è solo il giorno a dover essere scandito, ma le settimane e i periodi più lunghi: qui potrebbe essere un calendario o un planner settimanale, da colorare e scrivere insieme per aiutare i più piccoli a orientarsi e i più grandi a gestire le priorità.

Anche in questo caso non si tratta di creare schemi rigidi e giornate piene in ogni momento, ma di far vedere che ad ogni cosa si dà un tempo specifico, lasciando spazio per l’imprevisto e per la noia, che — non dimentichiamolo — è un ottimo fertilizzante per la creatività.

Cosa fare (e cosa evitare) per un dolce rientro.

Da quanto detto è abbastanza evidente come un elemento essenziale nel progettare la ripartenza sia quello di “fare le cose insieme”. Coinvolgere i bambini nella preparazione dello zaino, nel definire l’orario settimanale, nel creare la lista degli impegni ha due vantaggi: il primo è quello di proteggere un momento condiviso, che magari con la ripresa del lavoro e dello scuola rischia di passare in secondo piano; il secondo, come già accennato è quello di attribuire piccole responsabilità aumentano nei più piccoli il senso di controllo e l’autonomia. Ancora meglio se queste attività sono fatte “a mano”, senza schermi o applicazioni, ma condividendo fogli, colla e colori che permettono ancora più partecipazione condivisione.

Da evitare, invece, è una ripartenza con troppi impegni, trasformando il rientro in una “maratona” di nuove attività che spesso si traducono in stress per i più piccoli e per i genitori.

Al Junior Design Lab ripetiamo spesso che il design non è progettare le cose, ma il modo in cui progettiamo l’esperienza delle cose. E il rientro è il momento perfetto per progettare insieme una nuova esperienza del quotidiano.

Non servono capacità particolari: basta voler osservare, ascoltare e immaginare insieme spazi che rassicurano e tempi che scandiscono le cose da fare. È un piccolo esercizio di attenzione, che però cambia molto il modo in cui affrontiamo ogni giornata.

By | 2025-09-04T06:45:49+00:00 September 4th, 2025|Latest Articles|